Ateneo3C - Scuola di
Specializzazione musicale per bambini
Per la prima volta in Italia, a Roma nasce una scuola di specializzazione musicale per giovanissimi che integra lo studio della musica con la pratica della scrittura manuale. Ateneo3C – Scuola di specializzazione musicale: un progetto ideato da Angela Chiofalo che promuove l’armonia tra corpo, cuore e cervello attraverso un’educazione musicale inclusiva con l’intento di valorizzare gli spazi educativi e culturali, promuovendo un contesto di eccellenza formativa capace di coniugare tradizione e innovazione, arte e cittadinanza attiva.
Il progetto prevede la creazione di una Scuola di specializzazione musicale dedicata ai bambini e ai ragazzi, basata su un metodo pedagogico innovativo che integra Corpo, Cervello e Cuore come elementi fondamentali di una formazione completa, armonica e orientata allo sviluppo integrale della persona.
Ateneo per Piccoli 3C
L’Ateneo3C si propone di formare giovani musicisti e, al tempo stesso, cittadini consapevoli e creativi, che attraverso l’esperienza artistica possano sviluppare disciplina, capacità critica, sensibilità umana ed empatia sociale. La musica diventa così non soltanto un linguaggio tecnico, ma una pratica di vita capace di educare al rispetto, alla collaborazione e alla bellezza condivisa.
L’obiettivo principale è offrire ai bambini un percorso di eccellenza accessibile a tutti, che intercetti e valorizzi i talenti precoci, ma che sappia anche includere chi parte da condizioni di svantaggio o fragilità, riconoscendo nella musica una straordinaria occasione di crescita personale e collettiva. Il progetto e’ ideato per bambini che ispirano a padroneggiare uno strumento musicale attraverso un approccio didattico di alta qualità.
La materia principale è lo studio del pianoforte, affiancato da calligrafia e scrittura, sviluppate con il contributo di esperti della Scuola Carta, Penna e Digitale.
Il percorso include la metodologia di respirazione ATT (Atem-Tonus-Ton), che utilizza respiro ed espressione come strumenti di conoscenza di sé e dell’altro, sviluppando consapevolezza corporea e apprendimento. Si integra con la metodologia Jaques-Dalcroze, che utilizza movimento, spazio e improvvisazione musicale. Attraverso attività di ritmica, solfeggio e improvvisazione, il bambino sviluppa consapevolezza corporea, attenzione e coordinazione, oltre allo sviluppo dell’orecchio ritmico, melodico e armonico e all’affinamento delle capacità espressive mediante la musica in movimento. La dimensione di gruppo agevola lo sviluppo di una coscienza di sé nel confronto e nella collaborazione con i pari.
Visione e obiettivi
Il Campus delle Arti, grazie al finanziamento di “Scuole Aperte il pomeriggio” fra 2022-2025 di Roma Capitale sta facendo del suo rodato progetto estivo una scuola permanente di educazioni e valori attraverso la musica.
Ateneo 3C offre un percorso formativo altamente strutturato, pensato per bambini con alto potenziale, unendo disciplina, pratica e crescita personale. L’obiettivo non è solo l’apprendimento di competenze musicali, ma capacità profonde e durature: attenzione, autocontrollo, ascolto e capacità di concentrazione prolungata, attraverso gradualità, precisione e continuità.
Ateneo 3C è pensato per sostenere lo sviluppo del bambino su più livelli:
– autostima e sicurezza
– attenzione e ascolto profondo
– gestione della frustrazione e dell’errore
– pazienza e costanza nel raggiungere gli obiettivi
In un mondo dominato dalla velocità e dalla frammentazione dell’attenzione, Ateneo3C propone un ambiente educativo strutturato, in cui il bambino costruisce competenze complesse attraverso tempo, pratica e continuità. Il programma offre una vasta gamma di attività, tra cui group lessons, corso di vocal and improvisation courses, postural educationhomework support Supervision, masterclassesengaging events, and stimulating interactive concerts. The school thus becomes a place where EVERYONE, regardless of their skills, talents, and abilities, can find a space to express themselves.
L’Ateneo3C si propone di formare giovani musicisti e, al tempo stesso, cittadini consapevoli e creativi, che attraverso l’esperienza artistica possano sviluppare disciplina, capacità critica, sensibilità umana ed empatia sociale. La musica diventa così non soltanto un linguaggio tecnico, ma una pratica di vita capace di educare al rispetto, alla collaborazione e alla bellezza condivisa.
L’obiettivo principale è offrire ai bambini un percorso di eccellenza accessibile a tutti, che intercetti e valorizzi i talenti precoci, ma che sappia anche includere chi parte da condizioni di svantaggio o fragilità, riconoscendo nella musica una straordinaria occasione di crescita personale e collettiva.
Il sistema scolastico italiano ha molte carenze in relazione all’educazione e istruzione musicale. Tali carenze potrebbero essere schematizzate come segue:
-assenza totale di propedeutica musicale nelle materne;
-nessuna educazione musicale sistematica alle elementari, che rimane una scelta discrezionale nelle mani di pochi docenti illuminati;
– l’educazione musicale alla scuola secondaria di primo grado, basata solo su pochi cenni e con una preparazione che risulta lacunosa anche nelle classi di strumento delle scuole ad indirizzo musicale.
Non ultimo problema è che a partire dai primi anni del nuovo millennio, i Conservatori sono diventati Atenei. Conseguenza di questo cambiamento è che essi non si occupano più della formazione di base, ma solo di quella di studenti provenienti dai Licei musicali. Nel suo insieme, questo sistema non tiene affatto in considerazione uno dei fondamenti dell’apprendimento musicale, ovvero che la precocità dell’approccio è fondamentale nella musica almeno quanto lo è nello sport. In numerosi articoli scientifici e importanti conferenze si prova e si ribadisce quanto lo studio della musica sia indispensabile per la crescita umana, sociale, culturale e intellettuale di un individuo. Eppure, nel nostro sistema, tutto resta immobile, con l’aggravante che i bambini non possono accedere ai Conservatori, a causa dell’equiparazione Conservatorio-Università.
Esistono ormai centinaia di studi scientifici internazionali validati che dimostrano quanto lo studio della musica in età precoce abbia delle ricadute positive nell’apprendimento scolastico di tutte le materie perché sviluppa in modo piacevole e creativo la capacità di disciplinarsi e di strutturare un modello efficace di processamento delle informazioni. Imparare a suonare uno strumento migliora la coordinazione e la motilità fine e la pratica musicale aiuta l’inclusione scolastica di bambini provenienti da altre culture. Inoltre, per bambini con BES (bisogni educativi speciali) come il disturbo da iperattività e disattenzione, lo spazio dedicato alle attività espressive è un’area preziosa di contenimento e di processi evolutivo/relazionali efficaci.
Tra i bisogni speciali non possiamo dimenticare la specificità del talento; bambini particolarmente dotati necessitano di grande attenzione per la loro crescita musicale e umana. Un talento trascurato, o non riconosciuto in maniera appropriata, può avere effetti negativi anche seri in bambini particolarmente sensibili. Alla luce di quanto documentato in letteratura, è noto che le esperienze musicali felici nei bambini costituiscono un fattore protettivo neurocognitivo, affettivo ed espressivo che agisce nel corso di tutta la vita, anche da anziani. Possiamo cominciare a ribaltare dunque l’asserzione che “si diventa musicisti perché si è più intelligenti” con quella che “studiando metodologicamente uno strumento si affina il nostro cervello e si diventa più abili anche in altri campi”.
Obiettivo del progetto “L’Ateneo 3C” è quello di costruire una scuola di musica che collochi tale arte dove essa merita e che la ridefinisca come aveva fatto il greco Aristotele quale “disciplina principe per l’educazione di un buon cittadino”.
Continuando con le citazioni, ricordiamo la locuzione latina “mens sana in corpore sano”, che sottolinea la forte connessione tra una parte mentale sana in un corpo ben funzionante. In aggiunta allo studio dello strumento, intendiamo includere un’attività corale collettiva, sessioni di ginnastica ritmica e posturale, e un concerto interattivo una volta al mese. Riteniamo che la lezione individuale debba essere adattata alle capacità di ciascun bambino, consentendo al maestro di sfruttare appieno le sue potenzialità.
Le lezioni collettive, oltre a integrare la formazione tecnico-musicale, sono altamente educative per l’integrazione, la gestione dei diversi ruoli, la socializzazione, la solidarietà. Si prevede quindi un’integrazione a tutto tondo del processo di formazione che già la scuola elementare persegue. In modo ancor più ambizioso questo progetto mira, in prospettiva, a gettare le basi per realizzare nel municipio la prima scuola elementare a indirizzo musicale, con la certezza che essa possa diventare un modello e un prototipo da replicare e possa successivamente trovare la sua legittimazione a livello ministeriale.
IL PERCORSO FORMATIVO
- lezioni di pianoforte individuali e di gruppo
- scrittura e calligrafia
- coro, ritmica, solfeggio e improvvisazione
- metodologia di respirazione ATT (Atem-Tonus-Ton) per ascolto, consapevolezza corporea e sviluppo di relazioni empatiche
- attività di movimento e coordinazione corporea
- supporto ai compiti scolastici
- masterclasses e concerti aperti al pubblico
CORPO DOCENTE
Il percorso è seguito da un team di docenti ed esperti altamente specializzati in ciascuna disciplina, con competenze specifiche nelle diverse aree formative
A CHI CI RIVOLGIAMO
- Età: bambini scolarizzati fino a 8 anni
- Accesso: esame di ammissione con verifica delle competenze di base e colloquio motivazionale con bambino e famiglia – Data da definire, a partire dalle ore 15:00
- Sede: Via Sistina 113, Roma
- Frequenza: martedì e venerdì pomeriggio, 15:00 – 19:00
- Periodo: metà settembre 2026 – metà giugno 2027
- Borse di studio disponibili