Non è mai troppo tardi

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Non è mai troppo tardi
per non smarrirsi nel labirinto dei segni e dei suoni

23/27 luglio

Perché non si applaude fra un tempo e l’altro?
A cosa serve il direttore d’orchestra?
Cos’è la forma nella musica?
Cos’è una “battuta”?
Come si capisce la durata di un suono?
Cos’è la polifonia?

Queste e altre mille domande sono quelle che amici non musicisti, ma appassionati frequentatori di concerti e soprattutto curiosi, ci pongono spesso.
Tempo fa abbiamo scoperto una raccolta del Corriere della Sera del dopoguerra. Nell’ultima pagina c’è sempre “la canzone del giorno”, testo e… pentagramma con le note musicali. Dunque i nostri nonni, o diversi di loro, la musica la leggevano!
Questa piacevole sorpresa ha rotto il nostro indugio e ci ha motivati a creare uno speciale percorso didattico dedicato agli adulti offrendo loro una chiave che possa farli  entrare “dentro” l’opera godendo della musica consapevolmente.

Leggere le note è come leggere le parole. Non c’è differenza. Riconoscere un accordo di do maggiore e comprendere la frase “la mia casa ha il tetto rosso” è la stessa, identica cosa. Identico il modo di imparare, identico il grado di difficoltà. E allora – si dirà – perché tutti comprendono un testo fatto di parole e pochi, pochissimi, sanno decifrare un testo fatto di note? E’ un problema di educazione e naturalmente di esercizio. Se noi riuscissimo o avessimo l’opportunità di imparare a leggere le note nello stesso momento in cui impariamo a leggere le vocali e le consonanti (ossia da piccoli o addirittura – come sostiene qualcuno – prima ancora di venire al mondo) scopriremmo di essere capaci senza sforzo di leggere parole e note senza alcuna distinzione.  Del resto, una parola una nota hanno una cosa in comune: entrambe sono fatte di suono. E il suono non lo dobbiamo imparare: fa parte di noi, dei nostri sensi, delle nostre innate capacità di percepire e di comunicare.

Edwin E. Gordon – l’autore della Music Learning Theory – propone, a questo proposito, un esempio illuminante. Come fa un bambino – si chiede – ad imparare la parola mamma? Ascoltando dalla voce di un adulto il suono di questa parola. E quando impara quel bambino che mamma è un “sostantivo singolare femminile”? Molti anni dopo quando studierà la grammatica della propria lingua madre. Ma come fa un bambino – prosegue Gordon – a intonare l’intervallo tra do e mi? Ascoltando un adulto che canta o suona quell’intervallo. E quando imparerà che quelle note intonano un intervallo di terza maggiore? Molti anni più tardi, quando, e se, qualcuno gli insegnerà la teoria musicale. Ma intanto quel bambino – anche senza conoscere la grammatica delle parole e la grammatica dei suoni – avrà imparato a dire mamma e a cantare o suonare un intervallo di terza maggiore. Nello stesso identico modo. La verità – conclude Gordon – è che i meccanismi che presiedono l’apprendimento del linguaggio verbale sono assolutamente identici a quelli che presiedono l’apprendimento del linguaggio musicale. L’importante è offrire al bambino le medesime opportunità di impadronirsi contemporaneamente dell’uno e dell’altro. Si scoprirà allora che per conoscere la musica e il suo linguaggio non occorre alcun talento particolare: solo un po’ di esercizio. Lo stesso che serve per imparare una  lingua e le sue regole.

Da questo punto di vista il sistema educativo italiano soffre di una spaventosa e perdurante arretratezza. Nella scuola primaria ad esempio ogni sforzo – nonostante la lodevole buona volontà di molte maestre elementari – si concentra sull’apprendimento della lingua, mentre all’alfabetizzazione musicale viene dedicato solo qualche scampolo di attenzione. E più si sale nei livelli di istruzione e più lo squilibrio cresce. Un deficit che segna inevitabilmente il percorso formativo del bambino e che lo rende un adulto musicalmente ignorante. Il risultato è che mentre nei paesi anglosassoni, ma anche in Francia e in parte in Spagna, l’incapacità di leggere la musica è una eccezione, in Italia è una regola. E i pochi studenti che sono in grado di orientarsi nei misteri di uno spartito o di una partitura sono considerati degli alieni.

Eppure, leggere le note, le loro caratteristiche e le relazioni tra loro è un esercizio, semplice, affascinante, divertente, portatore di imprevedibili scoperte. E di altrettanto sorprendenti emozioni. Basta iniziarlo appunto nell’età dell’apprendimento. Ciò non significa, naturalmente, che di questo patrimonio non ci si possa appropriare anche in età adulta. Non a caso le richieste di alfabetizzazione musicale sono sempre più numerose e si stanno moltiplicando le iniziative indirizzate al pubblico indifferenziato degli appassionati di musica. Ci sono sempre più persone, di ogni età e di ogni condizione, desiderose di accostare alle gioie dell’ascolto anche quelle della lettura della musica e chissà in prospettiva anche quelle della creazione, della vera e propria composizione.

In questa direzione va il corso – anzi la costellazione di corsi – che abbiamo deciso di chiamare “Non è mai troppo tardi. Per non smarrirsi nei labirinti dei segni e dei suoni”. Esattamente questo è il nostro obiettivo: mettere in grado chiunque – anche chi non ha mai frequentato la scrittura musicale – di decifrare uno spartito o una partitura, di orientarsi nelle sequenze apparentemente astruse di note, pause, accordi, metri e ritmi. Un obiettivo che si può facilmente raggiungere anche senza conoscere i meccanismi tecnici attraverso i quali quei segni si trasformano in suoni.

Passando attraverso questa porta si accede anche ad un altro universo apparentemente misterioso: quello delle forme musicali. Il significato della musica – sostiene Theodor Adorno – è ciò che si svolge nel tempo e la forma è il modo in cui i suoni si dispongono lungo l’asse del tempo. Per riconoscerla è dunque sufficiente ascoltare il suono nel tempo, percepire il modo in cui esso si organizza mentre assume una dimensione temporale. Riconoscere un tema, le sue variazioni, le sue metamorfosi, le sue trasformazioni è in questo modo un esercizio semplice, intuitivo, immediato. Cosi come cogliere l’architettura di un tempo di sonata o la forma di un’aria tripartita nel suo rapporto con il testo.

Leggere il suono e ascoltare una forma sono dunque due esercizi complementari e necessari che migliorano senza dubbio la capacità di interpretare la musica non secondo i significati soggettivi che ognuno di noi le può attribuire, ma secondo i principi oggettivi che regolano il linguaggio musicale. Questo è al tempo stesso il nostro metodo di lavoro e il nostro obiettivo.

ore 11:00/12:30 La grammatica e la forma musicale Palazzo Scarmoncin
ore 16:00/17:30 In classe di strumento Palazzo Scarmoncin
ore 20.45 Il concerto interattivo Chiesetta dell’Angelo

Chiostro del Museo Civico

Il percorso è rivolto a tutti i curiosi di ogni età.

Nessuna competenza musicale. Iscrizioni aperte fino a esaurimento posti (massimo 15 partecipanti).

150 euro

80 euro soci Opera Estate Festival Veneto

Comprende: il percorso, l’assicurazione e accesso a tutte le lezioni e ai concerti del Campus Festival.

La quota deve essere versata per intero entro il 30 giugno tramite bonifico bancario intestato a:
Associazione Amici del Campus
BANCA PROSSIMA
IBAN: IT18S0335901600100000010256
BIC:BCITITMX
Causale: Quota e contributo Non è mai troppo tardi, nome e cognome

Critico musicale de “La Repubblica” e docente del Conservatorio di Cesena
Guido Barbieri è nato a Parma nel 1956. Dopo gli studi liceali si è laureato in Filosofia e Pedagogia presso l’Università degli Studi di Padova. Tra il 1979 e il1981 ha collaborato in qualità di critico teatrale e musicale ai quotidiani La Tribuna di Treviso e Il Mattino di Padova.

Nel 1981 ha iniziato la sua collaborazione con i programmi musicali della RAI. Prima con Radio Uno (Civiltà dello Spettacolo) e poi con Radio Tre (Pomeriggio musicale, Concerto del mattino, Un certo discorso, Rassegna delle riviste, Antologia, Appunti di volo, Radio Tre Suite). Attualmente svolge le funzioni di conduttore e inviato del programma Radio Tre Suite e di consulente musicale della Terza Rete Radiofonica della Rai. Per Rai International ha curato e presentato di recente otto cicli monografici di argomento musicale andati in onda in 35 paesi stranieri.

Per Rai Sat Show ha realizzato, in occasione delle celebrazioni verdiane del 2001, la presentazione del ciclo integrale delle opere di Giuseppe Verdi. L’intero ciclo viene è stato replicato nei mesi scorsi da Rai5 nell’ambito delle trasmissioni celebrative del 150° anniversario della Unità d’Italia.

Nel 1985 ha iniziato un lungo rapporto di collaborazione, in qualità di critico musicale, con il quotidiano Il Messaggero di Roma, rapporto che è poi proseguito, a metà degli anni Novanta, con Il Gazzettino di Venezia. Attualmente è uno dei critici musicali del quotidiano La Repubblica.

Nella prima metà degli anni Ottanta ha organizzato mostre, convegni e rassegne concertistiche per il Cidim, il Comitato Italiano Musica aderente all’Unesco. Ha poi svolto le funzioni di consulente musicale presso la Direzione Generale delle Relazioni Culturali del Ministero degli Affari Esteri e ha partecipato alle Commissioni bilaterali per l’assegnazione delle borse di studio assegnate agli studenti italiani dai principali paesi stranieri.

Intensa l’attività pubblicistica: ha realizzato programmi di sala, conferenze e traduzioni per alcune delle maggiori istituzioni musicali italiane: Orchestra Sinfonica di Roma della Rai, Teatro dell’Opera di Roma, Accademia Nazionale di S. Cecilia, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Massimo di Palermo, Teatro S. Carlo di Napoli, Teatro Pergolesi di Jesi, ecc.., nonché per festival e rassegne musicali (Sagra Musicale Umbra, Settimane Musicali Senesi, Panatenee Pompeiane, Festival delle Nazioni, Nuova Consonanza, Centro Ricerche Musicali di Roma, ecc..). Ha collaborato e collabora tuttora a numerose riviste specializzate (Musica e Dossier, Giornale della Musica, Suono, Amadeus, Piano Time, Applausi, Leggere, Sistema Musica) e ha diretto per quasi dieci anni il trimestrale “Suono Sud” pubblicato dall’Istituto per lo Sviluppo Musicale del Mezzogiorno.

Ha realizzato due volumi: una monografia dedicata a Georg Friederich Haendel, pubblicata da Newton Compton, e una guida all’ascolto de Le Nozze di Figaro di Mozart pubblicata dall’editore Gremese. Nel 2010 ha pubblicato un lungo saggio, intitolato “Le anestesie del cuore”, nel volume collettaneo “I portatori del tempo” curato da Achille Bonito Oliva e pubblicato da Electa Mondadori.  E’ attualmente impegnato nella stesura di una monografia dedicata ad Edgard Varèse che verrà pubblicata dalla casa editrice Epos di Palermo.

Ha scritto testi teatrali e radiofonici di argomento musicale (Poiché l’avida sete dedicato a Carlo Gesualdo, Una voce perduta su Farinelli, La civiltà delle macchine su Edgard Varèse, Studio senza luce su Andres Segovia, ecc..) nonché testi e libretti per alcuni compositori italiani (Ennio Morricone, Michelangelo Lupone, Laura Bianchini, Luigi Ceccarelli, Emanuele Pappalardo). Ha scritto il testo dell’opera musicale Portopalo. Nomi, su tombe senza corpi, andata in scena nel dicembre del 2006 all’Auditorium di Roma con le musiche di Riccardo Nova e la regia di Giorgio Barberio Corsetti, e di Al kamandjati, per la regia di Moni Ovadia e le musiche di Franghiz Ali Zadeh. Nel marzo del 2012 andrà in scena allo ZKM di Karlsruhe l’opera multimediale “Three Mile Island” scritta in collaborazione con Andrea Molino. Nel 2007 ha partecipato al Prix Italia con l’opera radiofonica La corda spezzata. Teatro e musica nell’Inferno di Terezin, interpretata da Toni Servillo, Maria Paiato e Antonio Tidona.

Ha inoltre collaborato per la realizzazione di testi e traduzioni con numerose case discografiche (Deutsche Grammophon, Rca, Edi Pan, Rai Trade, Stradivarius) e case editrici (Curci, Studio Tesi, Einaudi, Electa Mondadori).

Ha scritto alcune voci per L’Enciclopedia Treccani pubblicata dall’ Istituto Italiano per l’Enciclopedia e ha realizzato cinque dei venti volumi della “Grande Storia della Musica Classica” pubblicata dall’Editoriale “La Repubblica”.

Dal 1984 insegna Storia della musica e Storia ed Estetica musicale nei Conservatori italiani. Dopo i Conservatori di Reggio Calabria, Salerno, Pescara, L’Aquila e Firenze è ora docente di ruolo presso il Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani.

Nel 2006 è stato eletto membro effettivo del Consiglio Accademico e della Commissione scientifica del suddetto Istituto.

Attualmente svolge le funzioni di consulente editoriale della Fondazione Musica per Roma per la musica contemporanea.

Nel luglio del 2005 ha ricevuto il “Premio Feronia” per la critica musicale. È direttore artistico della Società dei Concerti “Guido Michelli” di Ancona.

Dall’ottobre 2011 è Direttore Artistico della Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”.

Calabrese, è docente di pianoforte al Conservatorio di Padova.

Dopo il diploma con lode a Reggio Calabria si è laureata in Discipline della Musica all’Università di Bologna con Aldo Clementi e ha perfezionato i suoi studi pianistici al Mozarteum di Salisbugo e all’Accademia Chigiana di Siena.

Deve la sua formazione a Francesco Scarico, Valerij Voskobojnikov, Fausto Zadra, Konstantin Bogino.

Ha svolto la maggior parte della sua attività concertistica con il Polimnia Ensemble suonando in Italia in platee quali S. Carlo di Napoli, Sala Verdi di Milano, Comunale di Modena, Parco della musica di Roma, e all’Estero (Australia, Canada, Germania, Turchia, Francia, Regno Unito, Unione Sovietica e Lituania)

Diversi i concerti trasmessi in diretta radiofonica (Radio TRE Suite, i Concerti del Quirinale, Domenica Musica)

Per la Televisione ha registrato, fra gli altri, il concerto di inaugurazione del Teatro Paisiello di Lecce con ripresa televisiva di RAI3 e un concerto dal Teatro Parioli di Roma per Rete4.

Per le edizioni Pantheon ha pubblicato “Analisi e pedagogia nell’insegnamento pianistico di Heinrich Neuhaus”.

Per Musicalia ha inciso un CD di musica da camera dell’800 russo. Ha inciso inoltre per Musikstrasse musica da camera di Rossini, Donizetti e Mercadante, 50 studi op.740 di Czerny registrati con vari pianisti fra cui Michele Campanella, Rapsodia tre scritto da Aldo Clementi per il Polimnia Ensemble, eseguito anche in prima assoluta durante il Festival di Nuova Consonanza al Teatro di Documenti.

Da sempre appassionata e attenta alla didattica, ha ideato diversi progetti con l’obiettivo di diffondere la cultura musicale. Tra questi, il Campus delle Arti di cui cura la direzione artistica, è giunto alla tredicesima edizione e continua a coinvolgere centinaia di giovani e giovanissimi musicisti; nel 2007 Rita Levi Montalcini è stata appassionata ospite del Campus per tre giorni. Fra i suoi progetti anche il Festival di Teatro musicale Fantamusicasia, realizzato all’Auditorium Parco della Musica di Roma con l’Accademia di Santa Cecilia e che visto la collaborazione di artisti quali Milena Vucotic, Ninetto Davoli e Giuseppe Manfridi.

Negli ultimi anni si è interessata alla neuro-musicologia, disciplina che correla la ricerca scientifica sulla musica a quella sul sistema nervoso umano, realizzando Musical…mente e Musicalbrain, in. collaborazione con medici e scienziati; è stata ospite di due trasmissioni a Radio 3 Suite interamente dedicate all’argomento e ha tenuto lezioni e Masterclass in vari Conservatori italiani. Sul tema ha inoltre pubblicato articoli di neuroscienze e musica su L’isola della Salute, bimensile dell’ospedale Fatebenefratelli e ha pubblicato un poster al Congresso internazionale di Neuroscienze e Musica a Edimburgo.

Nel 2015 l’Associazione Amici dello Spettacolo di Padova le ha conferito un premio speciale, motivandolo come riconoscimento per l’amore e la competenza con cui trasmette arte alle giovani generazioni.

È mamma di Sofia e Clara.

Iscrizione al Fine settimana con Rossini

  • Questa iscrizione prevede la partecipazione al percorso "Non è mai troppo tardi" che sarà dal 23 al 27 luglio. Se interessato per l'alloggio preso il nostro hotel convenzionato, spunta la casella apposita e ti comunicheremo per email i prezzi. Costo 150 euro Comprende: il percorso, l’assicurazione e accesso a tutte le lezioni e ai concerti del Campus Festival.
 

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ANGELA CHIOFALO

Pianoforte

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Musicologo